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Il Mirto di Sardegna: l'infuso

da | Lug 22, 2013 | Prodotti | 0 commenti

La preparazione dell’infuso avviene seguendo gli stessi metodi che in passato venivano utilizzati dai primi produttori. L’utilizzo di soli quattro ingredienti (bacche, alcool, acqua, zucchero o miele) porterà alla buona riuscita del liquore di mirto. Le quantità, i giusti tempi, l’assoluta mancanza di coloranti, conservanti e, soprattutto, dei cosiddetti “aromi naturali”, la cui parte aromatizzante può essere isolata attraverso processi fisici, tecniche enzimatiche o microbiologiche, assicurano la purezza e la genuinità del liquore.

Appena giunte in azienda le bacche vengono sottoposte a un accurato lavaggio con acqua fredda per eliminare totalmente le impurità. Le bacche vengono quindi immesse dentro i silos d’acciaio, all’interno dei quali inizierà il processo di infusione in alcool purissimo. Tutte le fasi della produzione, fino all’imbottigliamento, vengono eseguite a freddo, in modo da non alterare in alcun modo le caratteristiche organolettiche del prodotto finito.

Trascorso il periodo necessario per il completamento dell’infusione, viene effettuata la separazione tra la “fase liquida” e la “fase solida”, prelevando dal silos la “frazione alcolica” ottenuta separando l’infuso dalla massa delle bacche impregnate di alcool. Si viene così a comporre l’infuso di mirto che tecnicamente viene chiamato “prodotto in massa”. In questo momento l’infuso ha ancora una gradazione alcolica piuttosto elevata, generalmente non inferiore a 50 gradi, e tale resta fino alle ultime fasi della preparazione.

Poco prima dell’imbottigliamento l’infuso viene addolcito con zucchero o miele e portato alla gradazione desiderata (non inferiore a 28°) con l’aggiunta di acqua demineralizzata. Infine vengono utilizzati filtri naturali al solo scopo di rendere più limpido e brillante il liquore ottenuto. Solo a questo punto il Mirto di Sardegna è pronto per essere avviato alla linea di imbottigliamento.

Il liquore appena preparato ha una colorazione molto scura, tendente al nero con riflessi marcatamente violacei; dopo diversi mesi la colorazione si attenua e presenta riflessi che tendono al rosso rubino e il gusto è più armonico e vellutato.
Per le sue proprietà, il Mirto di Sardegna s’inserisce fra i digestivi, pertanto va degustato dopo i pasti, anche se molte persone lo gradiscono anche come aperitivo. Il modo migliore di apprezzarlo è consumarlo ghiacciato, versato da bottiglie tenute in congelatore.

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