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Guido Magnaguagno, lo Chef che insegna agli americani la nostra cucina

da | Giu 24, 2016 | Interviste | 0 commenti

Oggi incontriamo Chef Guido Magnaguagno, Chef Lead Instructor dell’International Culinary Center, esperti mondiali nella formazione enogastronomica con corsi a New York, Silicon Valley e Parma.
Conosciamolo insieme:



1) Nove parole per descriverti.

Chef Lead Instructor, nato e cresciuto in Italia, formato in Europa e appassionato.


2) Qual è l’episodio che ha dato vita alla tua passione per la cucina italiana?
Sono cresciuto a Milano. Mia madre, di origini venete, era una cuoca fantastica. Ogni sabato lei faceva la pasta fresca per la settimana e io sono cresciuto nella sua cucina. E’ stato meraviglioso vedere il suo lavoro giorno per giorno. Tutta la cultura italiana ti ispira e ti forma come si ispira e tu cresci con una sorta di venerazione per il cibo.

3) Che cosa significa per te essere uno Chef italiano all’estero?
Per me è molto positivo. Tutta la mia carriera è stata negli Stati Uniti, ho poca esperienza con Chef in Europa. Negli Stati Uniti mi sono sempre sentito avvantaggiato e molto apprezzato a causa della mia origine italiana, soprattutto nei primi anni. A quel tempo c’erano poche scuole di cucina ed i media non avevano ancora scoperto il mondo dei cuochi, così la mia formazione culinaria faceva di me un candidato ideale.

4) Qual è la ricetta italiana che più ti rappresenta?
Risotto. La mia famiglia viene da Vicenza, ma sono stato allevato a Milano in Lombardia, terra del risotto. L’intera Pianura Padana con le sue paludi era un ambiente ideale per la crescita di riso.

5) Quali sono i 3 prodotti Made in Italy indispensabili per la tua cucina?
Rice Carnaroli, Pomodoro San Marzano e Parmigiano Reggiano.

6) Chi cucina a casa tua?
Io principalmente.

7) Qual è secondo te il più grande luogo comune degli stranieri sulla cucina/sul cibo italiano?
Che il cibo italiano non può competere con il cibo francese a causa delle continue critiche gastronomiche degli ultimi decenni. Le cose fortunamente stanno cambiando e piano piano si è scoperto che il cibo italiano può essere elegante e sofisticato, come quello francese, solo più leggero e più sano.

8) Relativamente al fenomeno “Italian Sounding”, quali potrebbero essere secondo te le soluzioni per combatterlo?
Regolare l’industria alimentare negli Stati Uniti sarebbe un’ottima soluzione, ma di ardua riuscita.
Educazione. Educare il pubblico è la grande sfida, insegnare loro per riconoscere le etichette (DOP IGP, ecc) e di qualità.

9) Quali sono i tuoi progetti futuri?
Da 7 anni sono Chef Laed Instructor persso l’international Culinary Center e ho intenzione di continuare ad insegnare nel corso italiano che forma gli studenti per 9 settimane a New York e per 9 settimane ad ALMA.

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