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Giuseppe D’Avino: quando il cibo Made in Italy incontra la letteratura italiana

da | Mag 20, 2016 | Interviste | 0 commenti

Una storia di italianità raccontata da Giuseppe D’Avino, amministratore delegato di Strega Alberti, tra le aziende italiane di liquori più conosciuta al mondo. L’amore per l’Italia non passa solo attraverso i loro prodotti ma anche attraverso le attività di promozione della nostra cultura nazionale, come il Premio Strega, nato dal Salotto Letterario di Goffredo e Maria Bellonci, dove si riunivano gli “Amici della Domenica” .Oggi vanta oltre 400 membri e tra i primi si possono menzionare grandi nomi della letteratura e del teatro italiano: De Filippo, Pasolini, Moravia, Guttuso, Bontempelli, Piovene e Savinio.  
Francine Segan, nostra ambassador, lo ha incontrato per questa meravigliosa intervista.

1)  Nove parole per presentarti.
Ingegnere meccanico da sempre affascinato dall’originalità del cibo italiano.
 
2) Qual è l’episodio che ha dato vita alla tua passione per il cibo?
Quando entrai in azienda ero un ingegnere meccanico, avevo un MBA dell’università Bocconi di Milano. Parlavo di CAPEX, ROI, EBITDA. Poi mio cugino che si occupava della produzione morì improvvisamente, e me ne dovetti occupare io. Da allora ho capito l’importanza della qualità degli alimenti, delle materie prime, dell’originalità che fanno del food un settore unico e guidato principalmente dalla passione.

3) Qual è la ricetta italiana che più ti rappresenta?
La ricetta del nostro prodotto principale, il liquore Strega. Purtroppo è un segreto.

4) I tre prodotti Made in Italy indispensabili per la tua cucina?
Per il liquore: la menta selvatica del Sannio, il ginepro dell’Appennino. Per i dolci: il miele italiano, le mandorle pugliesi, le nocciole napoletane.

5) Chi cucina a casa tua?
Mia moglie.

6) Qual è secondo te il più grande luogo comune degli stranieri sulla cucina/sul cibo italiano?
L’Italia produce bene solo piatti semplici tradizionali, mentre la cucina più ricercata ed innovativa appartiene da altre tradizioni.

7) Relativamente al fenomeno “Italian Sounding”, quali potrebbero essere secondo te le soluzioni per combatterlo?
Già esiste una norma europea (regolamento (UE) 1169/2011) che impone che la presentazione dei prodotti alimentari non tragga in inganno i consumatori circa la provenienza. Basta farla rispettare.

8) Tre parole per descrivere il cibo italiano all’estero.
Allegro. Infedele. Buono.

9) Altro sull’importanza per te del cibo/vino/liquore “Made in Italy”.
Nel campo dei liquori l’Italia ha una tradizione unica al mondo. Si pensi alla ricchezza di amari, aperitivi, liquori, grappe, ecc. Solo ora la si sta scoprendo, si tratta di una grande opportunità che sta emergendo, anche attraverso la nuova associazione “The Spirits of Italy”, che ha come scopo la diffusione della conoscenza dei liquori italiano nel mondo. 
 
10)  Quali sono i premi che i prodotti Strega hanno vinto nel corso di questi anni?
Da molto tempo non partecipiamo a competizioni; l’ultima fu quella di Parigi nel 1911. 
In compenso tutti gli anni Strega è un premio per un romanzo italiano, che ha premiato tra i tanti: Moravia, Eco, Morante, Pavese, Gadda, Palazzeschi, Silone e Tomasi di Lampedusa.

Grazie alla nostra italian food Ambassador Francine Segan per questa meravigliosa intervista.

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