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Beatrice Ughi, un esempio di difesa del vero Made in Italy nel mondo

da | Mag 27, 2016 | Interviste | 0 commenti

Oggi incontriamo Beatrice Ughi, Presidente di Gustiamo Inc, una società che importa e vende il made in Italy in America con la mission di aiutare i produttori italiani e mantenere salda la reputazione del primato del food made in Italy in tutto il mondo.
La nostra food ambassador Francine Segan, ha avuto il piacere di incontrarla:

1)  Nove parole per presentarti.
Tenace, determinata, passionale, italiana vera, vigorosa, compassionevole, lottatrice, imprenditrice, fiera.
 
2) Qual è l’episodio che ha dato vita alla tua passione per il cibo?
Quando ho capito cosa rappresenta, cosa c’è dietro. Per esempio, cosa c’è dietro una famiglia che fa la pasta. Andai a visitare i Martelli, quelli che fanno la pasta a Lari, un piccolo paese vicino Pisa. Il Pastificio dei Martelli è lì dal 1926, di fronte al castello di Lari. Un posto incantevole. Se i Martelli non fossero più lì, se vendessero il pastificio, di fronte al Castello ci sarebbe un supermercato o una banca oppure un negozio GAP. La produzione di cibo e’ importante per tutto, anche per la struttura urbana e sociale di una comunità.

3) Qual è la ricetta o il piatto italiano che più ti rappresenta?
Sicuro la pasta. Abbiamo appena iniziato ad importare una pasta fatta con una farina molita a pietra da un grano antico siciliano. Parlo delle Busiate di Tumminia, fatte a Castelvetrano da Filippo Drago, di Mulini del Ponte. E’ la cosa più semplice e più gustosa che possa esistere. E’ una pasta che rappresenta la tradizione e storia della Sicilia. E’ buonissima anche con solo un po’ di buon olio di oliva. E’ straordinaria con il pesto alla trapanese!

4) I tre prodotti Made in Italy indispensabili per la tua cucina?
Olio di oliva (extravergine naturalmente, gli altri oli sono fatti con prodotti chimici), pomodori e pasta.

5) Chi cucina a casa tua?
Cucino io, a casa mia. Ma anche mio marito aiuta. Mio marito, che è americano, fa il barbecue. E aggiunge sempre molto olio, prima e dopo la grigliata.

6) Qual è secondo te il più grande luogo comune degli stranieri sulla cucina/sul cibo italiano?
Luogo comune – grandi porzioni, tanto aglio, cottura all’infinito, caffe’ servito con la scorza di limone, fettuccine Alfredo. Ma chi e’ quest’Alfredo? La maggior parte degli americani non ha mai assaggiato un olio extra vergine di oliva buono, oppure un vero pomodoro italiano.

7) Relativamente al fenomeno “Italian Sounding”, quali potrebbero essere secondo te le soluzioni per combatterlo?
Come combattere l’Italian Sounding? Sono le istituzioni che devono combattere l’Italian Sounding e il falso italiano. Le istituzioni italiane devono privilegiare i piccoli e non le grandi industrie, che non hanno bisogno di aiuti. Le istituzioni devono convincersi che la competizione con i prodotti finti italiani e i prodotti Italian sounding è enorme e i piccoli non resistono e abbandonano le terre. Se le istituzioni italiane fossero convinte, monitorerebbero il problema. E insegnerebbero alle grandi catene che l’olio a 7 dollari al litro non è possibile che sia italiano e extra vergine di oliva; oppure che un “certified San Marzano” non esiste e che se fosse venduto in Europa sarebbe illegale.

8) Tre parole per descrivere il cibo italiano all’estero.
La maggior parte del “cibo italiano all’estero” non e’ italiano e proviene da altri paesi. Sono le etichette che fanno riferimento all’Italia. Le etichette non indicano i paesi di provenienza degli ingredienti. Ma nessuno controlla.

9) il tuo ruolo di portavoce del 100per100 Italian “Made in Italy”
Il nostro compito e’ imparare, essere curiosi, cercare sempre di difendere il vero prodotto italiano. Il nostro compito è elogiare e difendere i prodotti autentici e denunciare i falsi. Parliamo chiaramente a tutti quelli che hanno la pazienza di ascoltare.

10)  Quale sono i premi che avete vinto?
Non abbiamo mai partecipato a nessuna competizione di questo genere, preferiamo concentrarci sul nostro lavoro per arrivare a coloro che sono veramente interessati ad ascoltarci. A volte, ascolta il NYTimes, anche. Per esempio l’anno scorso sono state pubblicate le “vignette” sui finti San Marzano. Alla fine del pezzo, il giornalista ha scritto che, se vuoi veramente essere sicuro di cosa mangi, devi andare da Gustiamo! Queste soddisfazioni valgono mille premi!

Grazie alla nostra italian food Ambassador Francine Segan per questa meravigliosa intervista.

PHOTO CREDITS ©2015 Nathan Hoyt/Forktales

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