Lo zafferano

Quella dello zafferano (Crocus sativus) è una piccola pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Iridacee; la parte che viene utilizzata sono gli stimmi, dai quali si ricava la costosissima polverina utilizzata in cucina. La parola “zafferano” deriva dalla parola araba “za’faran” che significa appunto “giallo”; già nell’antichità era utilizzato dagli antichi egizi che lo impiegavano nella composizione di tinture, profumi ed oli.

La pianta fiorisce nel periodo invernale ed i suoi stimmi, dopo essere stati raccolti, vengono essiccati e ridotti nella classica polvere giallognola scura che darà poi il classico colore giallo al famoso risotto. Lo zafferano non viene utilizzato solamente a scopo culinario, ma anche a scopo curativo; furono le popolazioni arabe che per prime vi attribuirono tali proprietà e, in primis, quella di indurre addirittura il buonumore, quasi un antidepressivo naturale.

In Italia le maggiori aree in cui si coltiva questa preziosa piantina sono l’Umbria, le Marche, la Sardegna e l’Abruzzo.
Il detto “Vale tanto oro quanto pesa”, visto l’elevato prezzo attuale, si addice particolarmente bene allo zafferano; nei secoli, grazie al suo elevato consumo, è stato uno dei principali mezzi di commercio con l’oriente e per questo motivo è stato soprannominato “oro rosso”.
L’alto valore economico dello zafferano è da imputarsi prevalentemente alle modalità con cui viene prodotto: infatti tutte le operazioni che vanno dalla raccolta alla polverizzazione vengono a tutt’oggi compiute a mano senza l’utilizzo di nessuna macchina. E’ interessante soffermarsi sul fatto che per ottenere un chilogrammo di zafferano è necessario raccogliere 150.000 fiori!

Lo zafferano è stato considerato sin dall’antichità come un sostanza con proprietà afrodisiache per il sesso maschile, mentre per le donne veniva impiegato come sostanza abortiva assunta in forti dosi. E’ sufficiente mettere un pizzico di zafferano in polvere in una tazza d’acqua che, portata ad ebollizione e mischiata con un cucchiaino di miele, rappresenta un ottimo infuso antistress e digestivo; bevuta la sera aiuta a conciliare il sonno.

Una delle maggiori regioni produttrici di zafferano è l’Abruzzo, nello specifico in una zona in provincia dell’Aquila; la maggior parte della preziosa polverina prodotta in questa zona viene però esportata all’estero. Purtroppo però, nell’ultimo secolo, lo spazio adibito alla coltivazione dello zafferano si è notevolmente ristretto lasciando così spazio al prodotto proveniente da paesi come la Turchia e l’Iran, di costo e qualità inferiore.

Secondo recenti studi lo zafferano pare avere diverse proprietà e benefici nei confronti dell’organismo umano; le proprietà dei principi attivi in esso contenuti hanno effetti benefici sulla parte del sistema nervoso responsabile del tono dell’umore e è stata testata in ambito clinico su persone affette da lieve stato di depressione dando esito positivo.

Le proprietà si sono dimostrate utili anche in caso dei sintomi tipici  della sindrome premestruale come gli sbalzi di umore e la tensione nervosa. Anche la memoria e la capacità di apprendimento traggono benefici dall’assunzione della preziosa polverina.

C’è da aggiungere, però, che la polvere di zafferano è molto calorica, infatti, ogni 100 gr. abbiamo una resa pari a 310 calorie circa. Come per tutti gli alimenti è bene fare attenzione a non esagerare; assumere 20 grammi di zafferano tutti in una volta può risultare letale! Addirittura, per una donna in gravidanza, l’assunzione di 10 grammi di zafferano possono determinare l’aborto. La dose ideale che non dovrebbe mai essere superata è quella di 1,5 grammi al giorno.

SOURCE: www.mr-loto.it