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Mozzarella di latte di Bufala
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Mozzarella di Bufala

Mozzarella di Bufala

La nostra Mozzarella di latte di bufala è lavorata artigianalmente con 100% latte fresco di bufala di altissima qualità, crudo, prodotto esclusivamente nell'allevamento.
La Tenuta dei Guitti si estende per circa 250 ettari nell’Agro Pontino, a pochi km dal mare del Circeo, e i suoi terreni producono il foraggio destinato alle bufale della tenuta. La costante verifica del benessere delle bufale, attraverso ricoveri a stabulazione libera, piscine con acqua corrente, paddock all'aperto forniti di docce tettoie e cuccette per dormire, garantisce un latte fresco di altissima qualità.
Tenuta dei Guitti La lavorazione a mano di mozzarelle e formaggi viene eseguita da mastri casari secondo il metodo tradizionale e il risultato di tutto questo è la genuinità della mozzarella e dei formaggi, prodotti unici dal gusto inconfondibile e dal sapore intenso. La Mozzarella di latte di Bufala è un alimento "vivo", composto soltanto da prodotti naturali (latte, sale, caglio) senza additivi né conservanti. Anche l’affumicatura viene eseguita nel modo tradizionale, con paglia e alloro.

La Mozzarella di latte di Bufala non contiene conservanti ed è quindi è un alimento "vivo", composto soltanto da prodotti naturali (latte, sale, caglio). Dopo la produzione, viene immersa nella cosiddetta "acqua di filatura" a cui viene aggiunto sale e siero diluito. Questo tipo di liquido è fondamentale perchè conferisce alla mozzarella di latte di bufala il giusto tono di salatura, esaltandone il sapore e le qualità organolettiche. Inoltre, questo liquido consente di prolungare la durata del prodotto e ne assicura una corretta conservazione.
Allevamento Bufale per Mozzarella

Conservazione:
Il liquido in cui viene immersa la mozzarella di latte di bufala consente di prolungare la durata del prodotto, assicurandone una corretta conservazione. Generalmente la mozzarella di bufala si conserva immersa nel liquido di governo per un minimo di 6 giorni ad una temperatura di circa 10-15°C senza perdere le sue caratteristiche. Dopo tale periodo il prodotto inizia a perdere consistenza, la parte esterna comincia a sfaldarsi, perde la sua caratteristica struttura a sfoglie e comincia ad avere una consistenza più “burrosa”, di conseguenza va consumata cotta. Nel caso in cui viene conservata in frigo, per meglio apprezzare le sue caratteristiche si consiglia di tenerla a temperatura ambiente per almeno mezz'ora, poi immergerla per cinque minuti in acqua calda a 35-40° C, tuttavia essendo un prodotto fresco è consigliabile consumarla nel minore tempo possibile. Al contrario, se deve essere cucinata è buona regola toglierla dal liquido di governo e lasciarla in frigo per alcune ore cosi che possa separarsi dal liquido in eccesso e guadagnare in consistenza.

Per gustare al meglio la Mozzarella di latte di Bufala:
1. Essendo un prodotto fresco, prima la si mangia e meglio è!
2. Mantenerla sempre immersa nel suo liquido, fino al momento di mangiarla.
3. Conservarla in un luogo fresco (eventualmente, in estate, nel frigo a non meno di 12 °C), l'ideale è conservare le buste integre a ''bagnomaria'' in acqua fresca (15 °C circa) d'estate e tiepida (18 - 20 °C circa) in inverno.
4. Se conservata in frigorifero a bassa temperatura, prima di mangiarla va lasciata almeno mezz'ora a temperatura ambiente prima di metterla nell'acqua calda oppure si può immergerla in acqua calda (35-40°) per circa cinque minuti.
5. Per cucinarla, va tolta dal suo liquido e tenuta per alcune ore nel frigo, affinchè possa separarsi dall'acqua in eccesso, guadagnando così la giusta consistenza.

Modo di consumo:
una volta aperta la confezione, si rovescia tutto il contenuto (liquido e mozzarelle) in una bacinella d'acciaio o ceramica e si lascia riposare fino al momento della consumazione (evitare che la mozzarella, tolta in anticipo dal suo liquido di governo, si asciughi eccessivamente perdendo così la sua naturale morbidezza e lucentezza). Una volta messa nel piatto e tagliata per il consumo, la parte eventualmente restante non va mai rimessa nel liquido per evitare il suo ammorbidimento e salatura eccessive.

Una garanzia di qualità
Alla luce degli ultimi drammatici avvenimenti legati alla gestione dei rifiuti fra Napoli e Caserta, nonché di inquietanti episodi irregolarità nella realizzazione dei latticini, il settore della produzione casearia e in particolare quello connesso alla mozzarella di bufala, tradizionalmente legato all’immagine della Campania, è entrato in seria crisi. Di fronte al diffuso degrado del territorio, è oggi necessario assicurare al consumatore una indicazione più precisa degli allevamenti da dove proviene l’ormai celebre latticino. Pochi sanno ad esempio che la zootecnia, settore rilevante nel Lazio, ha nell’area pontina un capitolo importante proprio nell’allevamento delle bufale, e quindi nella produzione di mozzarella di bufala. Per ragioni di marketing, finora questa particolare eccellenza locale è stata assimilata al prestigioso marchio “mozzarella di bufala campana DOP”, sebbene l’Agro Pontino rappresenti una delle maggiori aree di produzione nell’ambito di questo marchio. Produzione di altissima qualità, certificata attraverso studi continui e controlli meticolosi. Foraggio per le bufale La Camera del Commercio di Latina sta attualmente intraprendendo iniziative per promuovere le specificità della “mozzarella di bufala pontina”. Un punto di arrivo per le aziende della provincia, che premia decennali sforzi tesi a realizzare un prodotto autentico e genuino, in un ambiente salubre e costantemente monitorato. D’altro canto, la mozzarella di bufala è un prodotto di grande valore sia alimentare sia culturale e paesaggistico. Mandrie di bufale sono ben ammirabili un po’ dappertutto nell’agro, e spiccano quelle all’interno del Parco Nazionale del Circeo, ove pascolano nelle vaste campagne acquitrinose che bordano gli splendidi laghi costieri, ricreando l’antico e suggestivo scenario della Pianura Pontina. Un territorio, insomma, in cui la presenza delle bufale costituisce un elemento assai caratteristico e che viene da lontano, spesso ritratto nei dipinti dei viaggiatori sette-ottocenteschi. L’allevamento di bufale nell’Agro Pontino ha infatti una storia lontanissima, risalente addirittura al Medioevo. Le bufale ben furono a lungo utilizzate anche come animale da lavoro, per esempio nelle opere di pulizia dei canali. Dopo la bonifica fascista qualcuno profetizzò la scomparsa del bufalo, ma il tempo non gli diede ragione. Oggi l’allevamento bufalino non solo resiste, ma costituisce una delle punte di diamante dell’intera zootecnia del Basso Lazio, mentre la mozzarella di bufala è da ritenersi senza dubbio la perla della gastronomia pontina.

Le origini della Mozzarella di Bufala
Le origini sono misteriose, sebbene vadano localizzate nel Sud d’Italia, fra la Pianura Pontina e la Piana di Paestum, ove le temperature elevate causavano una rapida e spontanea acidificazione del latte dopo la mungitura. L’allevatore si trovava pertanto di fronte al problema di trovare un sistema per conservare questo latte. 
L’idea geniale, il cui artefice è però rimasto ovviamente sconosciuto, fu quella di sottoporre il latte inacidito a coagulazione con il caglio dell’agnello. La cagliata così ottenuta era prima lavorata fino a formare quasi una pagnotta, e poi, una volta raggiunta una certa consistenza, veniva sminuzzata e successivamente fusa tramite l’acqua bollente. La massa che ne risultava veniva quindi mescolata con l’ausilio di un bastone, finché la pasta filante non risultasse sufficientemente omogenea; a quel punto l’esperto casaro ne mozzava un pezzo (da qui il termine “mozzarella”), dando vita al freschissimo prodotto finale. Ebbene, a tutt’oggi le fasi di realizzazione della mozzarella di bufala sono rimaste pressoché le stesse, nel rispetto totale della tradizione. Ne risulta un formaggio estremamente sano e sicuro, privo di germi patogeni, e dal sapore unico e intenso, immancabile sulle tavole di ogni buongustaio!


Mozzarella di Bufala