Formazione e legame con le proprie radici: La cucina di Gino Campagna

Abbiamo incontrato per voi lo Chef Gino Campagna, ormai un’istituzione della cucina italiana in California.
Scopriamo insieme la sua storia e ciò che ogni giorno fa per la nostra cucina.

1) Nove parole per presentarti.
Divertente, coinvolgente, energico, forte, positivo, appassionato, giocoso, attento e… ho già detto divertente?

2) Qual è l’episodio che ha dato vita alla tua passione per il cibo?
Sono nato a Parma, la capitale mondiale del cibo. Sono nato circondato da ottimo cibo, la mia mamma era una cuoca nella scuola materna locale e mi ha fatto conoscere a tutti i suoi segreti. Credo che fosse il destino!

3) Che cosa facevi in Italia e perché hai deciso di partire?
Il mio background è in formazione. In Italia, ero un Animatore Pedagogico e avevo molto successo nel mio lavoro. Quando sono arrivato negli Stati Uniti, attratto dallo stile di vita della California, ho notato che i ragazzi americani non avevano conoscenza del cibo e ho deciso che la mia missione di vita sarebbe stata aiutarli a capire e a prepararsi ottimo cibo.

4) Che cosa significa per te essere uno Chef italiano all’estero?
In America, quando dici che sei italiano e sei uno Chef, riesci subito a strappare un sorriso. Gli americani amano la cucina italiana e le persone che lo preparano.

5) Qual è la ricetta italiana che ti rappresenta di più?
Preparo sempre una Lasagna, secondo la ricetta di mia madre. Pasta fresca di spinaci, ragù alla bolognese, besciamella e naturalmente un sacco di Parmigiano Reggiano.

6) I tre prodotti Made in Italy indispensabili per la tua cucina?
Parmigiano Reggiano, Olio d’oliva e Aceto Balsamico di Modena.

7) Qual è secondo te il più grande luogo comune degli stranieri sulla cucina/sul cibo italiano?
La cosa che gli americani non capiscono è che non c’è mai solo una ricetta, ma che ogni famiglia fa la propria versione di ricette tradizionali.

8) Relativamente al fenomeno “Italian Sounding”, quali potrebbero essere secondo te le soluzioni per combatterlo?
Penso che gli italiani debbano smetterla di fare così i “preziosi”.
Dicono che vogliono vendere il vero cibo italiano all’estero, ma nel profondo pensano che nessuno possa comprendere la cucina italiana fuori d’Italia. Dobbiamo fare un lavoro migliore per educare le persone in tutto il mondo. Abbiamo bisogno di scendere dai nostri piedistalli e iniziare una campagna pubblicitaria, per educare e promuovere il vero cibo italiano in modo che non ci sia più confusione su ciò che è veramente italiano.

9) Quali sono i tuoi progetti futuri?
In autunno mi vedrete nella seconda stagione dello show A&E’s show: Born This Way.
Sono anche molto orgoglioso di annunciare che ho appena firmato il contratto e sto lavorando al mio primo libro con Rodale Inc. di New York.