Bruno Serato, una solidarietà tutta Made in Italy

Oggi incontriamo Bruno Serato, Chef italiano emigrato negli Stati Uniti, incoronato dalla CNN eroe d’America che da 11 anni insieme al suo Caterina’s club si impegna a garantire un pasto per i bambini meno fortunati di Anaheim, a sud di Los Angeles.
Bruno, tra l’altro, è proprietario del Anaheim White House e produttore di tre programmi: “Feeding the Kids in America”, “Welcome home”, “Chef Bruno’s Hospitality Academy”.

Conosciamolo insieme:

1) Nove parole per presentarti.
Ristoratore, filantropo e eroe della CNN, Chef Bruno Serato.

2) Qual è l’episodio che ha dato vita alla tua passione per il cibo?
Quando mia mamma Caterina mi lasciava di rimanere a casa da scuola per aiutare la nostra famiglia al ristorante. Avevo solo 13 anni.

3) Che cos’è il Caterina’s Club e come è nato?
Nel 2005, io e mia madre, Caterina, visitammo il “Boys and Girls Club of Anaheim” in fondo alla strada del mio ristorante (Anaheim White House). Mia madre aveva notato che c’era un ragazzino di 6 anni che mangiava patatine per cena perché la sua famiglia non poteva permettersi un pasto vero e proprio e insistette che io facessi un piatto di pasta per lui. Realizzammo in poco tempo che c’erano tanti altri ragazzi in queste condizioni, così cominciai a fare la pasta per 72 bambini, 5 sere a settimana, dando vita al programma “Feeding the Kids in America”.
Oggi, il programma si è ampliato fino a dare da mangiare a quasi 1800 bambini, 5 sere a settimana. Frustato perché dargli da mangiare non era abbastanza, cominciai un secondo programma chiamato “Welcome home” dove noi procuriamo a famiglie qualificate, che vivevano in motel, le necessarie risorse per vivere stabilmente in un appartamento. Ad oggi Caterina’s Club ha fornito case a 96 famiglie.
Di recente ho lanciato un terzo programma chiamato “Chef Bruno’s Hospitality Academy”, un programma di formazione professionale per ragazzi delle superiori che rischiano di diventare dei senzatetto. Con il nostro triplice approccio alla problematica dei senzatetto noi promuoviamo l’autonomia delle famiglie meno privilegiate.

4) Che cosa significa per te essere uno Chef italiano all’estero?
Essere uno chef Italiano significa molto di più che interpretare i gusti del mio paese e le usanze culinarie, ma significa condividere lo spirito delle famiglie italiane che porgono il benvenuto e condividono la tavola. La cucina italiana va oltre le spezie e i prodotti delle nostre regioni ma è un modo di mangiare e uno stile di vita. Portare all’estero questa autentica esperienza italiana è la mia missione fin da quando ho lasciato il mio paese.

5) Qual è la ricetta italiana che più ti rappresenta?
Pasta Aglio Olio, un classico!

6) I tre prodotti Made in Italy indispensabili per la tua cucina?
Olio d’oliva, Parmigiano Reggiano e pasta!

7) Chi cucina a casa tua?
Sono lo chef anche a casa!

8) Qual è secondo te il più grande luogo comune degli stranieri sulla cucina/sul cibo italiano?
Le persone pensano che gli italiani mangino solo pizza e pasta, ma invece abbiamo dato vita ai piatti di carne e pesce più buoni e più conosciuti al mondo.

9) Relativamente al fenomeno “Italian Sounding”, quali potrebbero essere secondo te le soluzioni per combatterlo?
Si, è un problema mondiale e l’anno scorso ho avuto l’onore di parlare di questo alla camera dei deputati italiana. Il governo italiano sta facendo buone cose a riguardo. La qualità italiana sta avendo una cattiva pubblicità grazie a questi prodotti contraffatti. Mi ricordo una volta che comprai del prosciutto San Daniele con nome italiano e bandiera italiano. Dopo averlo assaggiato, ho realizzato che non era San Daniele. Era disgustoso, ho visto successivamente che c’era una piccola etichetta che indicava la provenienza da un altro paese.

10) Quali sono i progetti futuri del Caterina’s Club?
Come menzionato sopra, noi abbiamo tre programmi che riguardano il problema dei senza tetto. I programma più recente, Chef Bruno’s Hospitality Academy ha aiutato 30 studenti, l’obiettivo e ammettere all’accademia 100 studenti ogni anno. Finalmente, a oggi, siamo riusciti a replicare il programma in città di tutto il mondo. La nostra mission è espanderci in ogni stato e in ogni nazione con il messaggio “il potere della pasta – una sostenibile, conveniente e deliziosa fonte di energia per il mondo”.