Baci di Dama, i biscotti di Tortona

Due calotte di pasta di mandorla si uniscono in un bacio di cioccolato fondente: i baci di dama sono dei biscotti originari del Piemonte, nello specifico della città di Tortona, dove pare siano nati più di un secolo fa.

Scoprite come realizzare questi golosi dolcetti, perfetti per colazioni, merende o una dolce concessione serale.

Istruzioni
  1. Mettete le mandorle nel mixer e tritatele finemente; unite lo zucchero e date ancora un colpo di frullatore.
  2. Su una spianatoia o un tavolo da lavoro pulito disponete il composto ottenuto ed aggiungete la farina 00 dando forma alla classica fontana. Nel centro mettete il burro a temperatura ambiente tagliato in piccoli pezzetti ed iniziate ad impastare energicamente. Formate una palla e lasciatela riposare nel frigorifero per almeno 30 minuti.
  3. Al termine del periodo di riposo riprendete l'impasto e ricavatene tante piccole palline schiacciate da un lato; disponetele, distanziate tra loro, su una teglia rivestita con carta da forno e procedete alla cottura per venti minuti con forno statico a 150°.
  4. Nel frattempo dedicatevi alla preparazione della farcitura: fate sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria ed amalgamatevi il tuorlo d'uovo.
  5. Quando le palline di biscotto si saranno raffreddate, prendetene una per volta ed immergetele nel cioccolato fuso dalla parte piatta. A questo punto attaccatele tra di loro esercitando una leggera pressione per farle aderire meglio.
  6. I vostri "baci di dama" sono pronti e si conservano per diversi giorni in una scatola di latta.
Recipe Notes

QUALE VINO ABBINARE: per esaltare il sapore di questi biscotti, si consiglia di servire ai vostri ospiti un bicchiere di Passito di Pantelleria.

SUGGERIMENTO: se avete organizzato una merenda in compagnia dei vostri amici, allora potete presentare questi Baci di Dama su un'alzatina in vetro sulla quale disporrete altre tipologie di biscotti fatti in casa come, ad esempio, i canestrelli e le lingue di gatto.

Grazie a Cucinare Dolci


Marco Bravin tra tradizione e innovazione

Marco Bravin, un tocco di gioventù tra tradizione e innovazione creativa, dal Veneto alla capitale.

1) Sei davvero giovanissimo, eppure hai già collezionato una serie di esperienze importanti tra estero e Italia, come i 3 anni passati al Caffè Propaganda. Ora sei chef da Litro Vineria: in che modo le tue esperienze passate contribuiscono alla realizzazione dei piatti da Litro?

Prima di lavorare da Litro a Roma ho imparato ad affinare la mia idea di cucina a Ferrara presso il ristorante Don Giovanni, dove sono stato 3 anni. Lì ho imparato moltissimo gestendo prodotti di primissima qualità, posso affermare che è stata la mia “palestra”. I proprietari amano cucinare con prodotti autentici come ad esempio il pesce pescato, la selvaggina cacciata nelle valli dell’Emilia Romagna, la cacciagione nostrana… Tutto questo mi è entrato nel cuore e ho cercato di porlo alla base dei miei piatti. Oggi cerco di rivisitare quelle esperienze preparando piatti che in primis piacciono a me - intendo come esempio di commistione di gusti – e poi possano colpire il cliente facendoli riscoprire gusti ormai persi con materie prime di cui la provenienza sia certificata.

2) Come è nata la passione per la cucina e cosa ti ha portato a farne la tua professione?

Effettivamente ho iniziato davvero molto giovane sia a cucinare sia ad interessarmi dei cibi e della loro preparazione. Certamente è merito della mia famiglia, mia mamma ad esempio ha sempre lavorato nella gastronomia, mio nonno era pasticcerie e mio papà ama andar a caccia per procurarsi la selvaggina. A questo si è sommato il mio amore per la natura, la pesca, la caccia, l’agricoltura biologica.  Personalmente amo tutto quello è vero e genuino e il mio segreto è portare questa filosofia in cucina utilizzando i prodotti stagionali e riscoprendo i gusti di un tempo. La mia passione quindi si è formata a stretto contatto con la natura e con i suoi aspetti più selvaggi, oserei direi, ma certamente anche quelli più genuini e salutari.

3) Da Litro utilizzate molto prodotti e selezioni di materie prime eco compatibili, biodinamiche, come nel caso dei vini, di alta qualità e magari provenienti da piccoli produttori. Qualche esempio italiano di queste eccellenze che utilizzate in cucina?

Qui a Litro insieme al proprietario Maurizio Bistocchi amiamo certamente proporre dei vini biodinamici ma questa nostra ricerca dell’autentico e del naturale si riverbera anche ad esempio sulle nostre verdure. Il nostro ristorante infatti si serve esclusivamente dal nostro orto biodinamico che nasce a pochi km da qui (in zona Monterotondo, a Roma) dove coltiviamo direttamente verdure, insalate e ortaggi al naturale. Posso dirvi ad esempio, per ciò che riguarda il pesce, che non serviamo pesce allevato ma solo pescato. Quindi anche pesce azzurro, pesce “povero” come viene chiamato comunemente, ma certamente pescato e non allevato. Ad esempio io uso tantissimo le triglie di scoglio come piatto di pesce, presentato in vari modi. Per ciò che riguarda la carne io amo tantissimo la selvaggina, ad esempio le nostre anatre di valle che rientrano dal mare e migrano verso le nostri valle venete. 

4) Qual è secondo te la forza del made in Italy, del nostro cibo e della nostra cultura gastronomica?

Secondo me l’Italia è il paese numero uno al mondo per le potenzialità di cibo. Abbiamo tutto. Siamo una penisola in mezzo a mari, montagne, colline. Abbiamo centinaia di tipi di frutta e vegetali. Purtroppo all’estero manca un coordinamento sul nostro incredibile patrimonio di food&beverage. Dovremmo puntare più sui piccoli produttori cercando di spingerli e farli conoscere all’estero. Quello è anche una faccia del nostro made in Italy. Penso a piccoli produttori di salumi, di olio, di formaggi. Abbiamo delle eccellenze spesso nascoste e poco pubblicizzate. Credo che a differenza delle altre cucine europee, quella italiana sia la più variegata e potenzialmente anche la più ricca in termini di valori nutrizionali. Almeno sulla carta, tutti conosciamo i benefici della dieta mediterranea. Su questo credo non ci sia paragone con nessun'altra cucina europea.

5) Quali sono i tuoi progetti futuri?

Desidero certamente ancora crescere e affinare la filosofia della mia cucina naturale. La mia forza è quella di ascoltare ciò che la natura ci offre, costantemente. Cercare di farne tesoro ed essere concentrato sui tesori e sui sapori autentici che abbiamo nel nostro paese, scoprendo e rivisitando anche le vecchie ricette. Per questo passo molto tempo, quando posso, in mezzo la natura, pescando e cacciando.  La mia passione è cucinare quindi per ora desidero semplicemente continuare ad essere un buon cuoco affinando le mie tecniche e le mie ricette. Approfitto per salutare tutti gli amici di I Love Italian Food, sono anche io uno dei vostri più assidui lettori!


La vera cucina italiana al Sydney Italian Festival

Dal 20 al 27 novembre in tutto il mondo si celebrerà la cucina italiana. La seconda edizione della "Settimana della cucina italiana nel mondo - The Extraordinary Italian Taste”, promossa dal Governo italiano e attuata dai Ministeri degli Esteri, delle Politiche Agricole, del Miur e dello Sviluppo Economico, sarà ancora più ricca di contenuti e affiancherà l’importante settore italiano del vino all’azione di promozione della nostra cucina, coinvolgendo istituzioni, ambasciate, consolati, aziende e professionisti del settore enogastronomico.

I Love Italian Food, insieme al nostro Italian Food Ambassador Vincenzo Prosperi, è orgogliosa di dare il suo contributo anche quest'anno in qualità di media partner del Sydney Italian Festival, che animerà per tutta la settimana l'intera capitale australiana con un calendario ricco di eventi dedicati alla vera cucina made in Italy.

Ci saranno esperienze culinarie per tutti i gusti all'interno di ristoranti, bar, botteghe enologiche e gastronomie italiane: i veri amanti del cibo italiano potranno immergersi nella cultura del Bel Paese a suon di gusto.


I Love Italian Food Live in Shanghai

I Love Italian Food torna a Shanghai in occasione dell’FHC China che aprirà i battenti il 14 novembre per una 3 giorni dedicata al food and beverage internazionale e, nel nostro caso, per raccontare e promuovere il vero cibo made in Italy.

Appuntamenti in fiera

Dal 14 al 16 novembre racconteremo al pubblico cinese, ma non solo, alcuni dei prodotti di punta del made in Italy presso lo spazio ICE. Insieme scopriremo il mondo dei tartufi, dell’Aceto Balsamico di Modena e del gelato italiano insieme alla specialità calabra del tartufo di pizzo, con storytelling e live performance dedicati.

Il 16 novembre, inoltre, racconteremo le unicità, la storia e le modalità di utilizzo dell’olio extra vergine d’oliva presso l’Oil Theatre dove il pubblico potrà anche assistere ad una performance live e partecipare ad una degustazione guidata con i prodotti del nostro associato Coppini Arte Olearia.

100per100Italian Experience

Mercoledì 15 novembre, presso Prego, il ristorante italiano del Westin Bund Center Shanghai, si terrà la nostra 100per100italian experience, una serata dedicata alla celebrazione della cucina e cultura gastronomica italiana con un menù creato ad hoc dall’executive chef Saverio d’Antonio.

100per100italian Places

Raccontare il vero cibo italiano significa anche mostrare quei luoghi in cui è possibile vivere una vera esperienza gastronomica made in Italy.

Martedì 14 novembre saremo ospiti presso il ristorante italiano Va Bene, accolti dallo chef Natalino Ambra per raccontarvi la filosofia, i valori e i piatti che rappresentano l’Italia a Shanghai.

I Love Italian Food Live in Shanghai coinvolgerà il nostro network di professionisti del settore internazionali ed è realizzata grazie al supporto e alla collaborazione di Coppini Arte Olearia, Milk and DairyDHL Global Forwarding, Insider China, GIV e Callipo.


I Love Italian Food vi porta a FICO

Dal 15 novembre per l’intero primo mese di attività presidieremo anche noi la nuova Fabbrica Italiana Contadina (FICO). In qualità di media partner insieme a Dissapore, vi porteremo alla scoperta delle filiere italiane, dei prodotti tipici e delle preparazioni tradizionali del nostro Bel Paese.

Oggi si è tenuta l’anteprima per conoscere FICO e avere un primo incontro con la sua realtà: 2 ettari di campi e stalle con più di 200 animali e 2000 cultivar, 40 fabbriche contadine dedicate alla produzione di carni, pesce, formaggi, pasta, olio, dolci, birra; oltre 40 punti di ristoro differenti, nonché 30 eventi e 50 corsi al giorno tra aule, teatro, e spazi didattici. Il tutto, visitabile attraverso un percorso pedonale o ciclabile.

Se decidete di scoprire FICO entro il 15 dicembre, vi aspettiamo al nostro media corner.


Patrick Pistolesi e la mixology made in Italy

Patrick Pistolesi: esperienze internazionali, ambassador di Jameson whisky e finalista alla Cocktail World 2012. Sei considerato uno dei Top World nel mondo della mixology, riuscendo a creare un vero e proprio show ad alta gradazione. Insomma, quando si parla della “Roma da bere”, sei certamente la persona giusta a cui rivolgersi.

Come è nata la passione per i cocktail?

La passione per i cocktail nasce da molto giovane: mia mamma è irlandese, mio papà italiano, quindi, entrambi mi hanno portato da una parte nella cucina italiana e dall’altra nei pub in Irlanda. In quest’ultimo caso poi, anche i miei cugini mi hanno portato a vivere l’esperienza del pub irlandese molto precocemente. Diciamo che la figura del bartender mi ha sempre affascinato: questa persona che chiamava sempre per nome tutti quanti, che si giostrava tra varie personalità, insomma il direttore d’orchestra della famosa ricreazione degli adulti. Vedere tutte quelle bottiglie dietro al bancone, per me era come arabo, poi con il tempo ho imparato a riconoscerle una per una. Il barman è quello che accoglie dalla porta ogni tipo di persona, senza fare distinzioni, in quello che è il luogo meno razzista sulla faccia della terra. Quindi la mia passione è nata immediatamente innamorandomi di questo luogo, poi ovviamente è cresciuta anche per bisogno. Sono stato  fortunato perché è stato uno dei primi lavori che ho svolto e ho fatto subito centro.

Miscelazione italiana: possiamo parlare di una cultura italiana anche in questo campo?

Assolutamente e totalmente. Allora, l’American Bar nasce in America, il regno dei cocktail l’hanno consacrato loro. Tuttavia, per come abbiamo lavorato anche nel passato qua in Italia, ci siamo da sempre destreggiati con gli alcolici. Nella miscelazione moderna non possiamo non pensare al mondo degli aperitivi italiani, famosi in tutto il pianeta e che ci rende leader totalmente del settore: nella nascita di tutti quelli che sono i bitter, nel mondo dei vermouth, o nei cocktail come l’Americano o lo Spritz che nasce durante la Prima Guerra Mondiale. Tutte queste influenze straniere trovano sfogo qua in Italia. Pensate allo spaghetto pomodoro e basilico, che è l’emblema dell’Italia, eppure di italiano (se guardiamo all’origine delle materie prime) non ha niente: lo spaghetto è cinese, il pomodoro è sudamericano e il basilico è tailandese. Tutto quello che arriva da noi trova terreno fertile. Quindi possiamo dire che l’Italia ha una grandissima tradizione nel campo enogastronomico, ma soprattutto ha la capacità di trasformare qualsiasi cosa in eccellenza.

Quali sono i tuoi cocktail italiani preferiti e che rappresentano al meglio il nostro bel paese?

Quello che ci rappresenta di più è proprio l’aperitivo, un momento totalmente italiano tra le 6 e le 8 di sera, proprio prima di cena. D’altronde aperitivo deriva proprio da “aperire” che vuol dire “prepararsi al pasto” e noi abbiamo le nostre bevande tradizionali che ci preparano per la cena. Un esempio calzante sono le bevande corroboranti, come il Vermouth che è un vino rinforzato con alcol e spezie e che nasce come una vera e propria cura. Gli amari stessi sono stati creati da chi conosceva bene le botaniche e la medicina. Premesso questo, possiamo dire che un Negroni all’estero, ovunque tu sia, lo puoi chiedere e trovare senza dubbio.

Mixology: storia, tradizione ma sicuramente anche un grande trend degli ultimi anni. Come capire quando si ha a che fare con un professionista?

Partiamo dal presupposto che il nostro è un lavoro di grandissimo sacrificio. Questo lo dico perché noi siamo gente che risponde costantemente a domande, mai affermazioni. “Posso avere…?”, “Dov’è il bagno?”, “Quanto costa?”, “Hai un carica batteria del telefono?”, chi più ne ha più ne metta. Siamo il centro informazioni di tutto ciò che succede dalle 8 di sera in poi. Ci vuole tanta pazienza, sono tante notti passate a dare retta alle persone e prendersi cura della ricreazione degli adulti. Anche la vita privata ne risente. Questo è un lavoro che si fa con amore e in cui deve esserci una grandissima passione, bisogna essere totalmente devoti a quello che è il nostro ruolo e che contribuisce a rendere unico un vero momento per gentlemen, quel momento magari a fine lavoro, in cui si cerca ristoro. Questo è importante. Confermato il fattore del sacrificio e della totale dedizione, è importante anche lo studio, perché è questo che ti permette di stare dietro ad un bancone e parlare di tutto, spaziare. Essenziale dunque è avere una predisposizione per la curiosità umana in tutti i gli ambiti. Quindi, cos’è un professionista? E’ colui che si accorge delle cose invisibili, cioè delle cose più semplici che ti sono di fronte agli occhi tutto il giorno. Un non professionista di solito si riempie la bocca di milioni di parole, fa voli pindarici, esibendo la propria cultura del bere. Ecco, questa è una conoscenza che deve esserci essendo parte del nostro lavoro, ma non bisogna sbatterla in faccia al cliente che magari si sente anche in imbarazzo: quello che desidera in quel momento è un momento di semplicità e non una lezione sulla miscelazione. Avere la discrezione e la capacità di anticipare i desideri del cliente, dai piccoli movimenti, è qualcosa che si può capire solo con l’esperienza. Un consiglio che vorrei dare ai barman giovani è quello di dire sempre e stare il più zitto possibile, per imparare a fare attenzione a ciò che si dice e ad aver a che fare con le abitudini delle persone. E’ molto importante riuscire a creare questo legame con il cliente, un qualcosa di molto molto raro, un rapporto di fiducia molto importante che si acquisisce soltanto con il tempo. Quindi all’inizio osservate molto, controllatevi nel dire troppo su voi stessi. E’ tutto un gioco di miscelazioni umane ed emozioni che riescono a mantenersi in equilibrio dalle 7 di sera fino a tarda notte.

Dove bere qua a Roma? Ci sono posti che consigli, nuovi o vere e proprie istituzioni della Roma da bere?

A Roma siamo pieni di ragazzi ricchi di talento e anche di grandi istituzioni. Negli anni ’60 siamo stati l’anima della Dolce Vita, quindi, partirò subito da alcuni luoghi che, secondo me, devono essere visitati, la mecca che raccoglie sia giovani bartender, ma anche quei luoghi simbolo in cui bisogna andare per essere coccolati: ad esempio il Bar Stravinskij all’interno dell’Hotel de Russie è un posto meraviglioso, una vecchia tenuta degli zar russi che poi è diventato centro Rai e ora un hotel alla cui guida ha avuto Massimo D’Addezio, un mio stimatissimo collega nonché maestro. Ricordo anche il Sofitel o l’hotel Locarno, ideali per rilassarsi con qualcosa di classico, dal sapore di altri tempi e prendersi un pò di tempo per sé stessi con un bel Martini, per sentirsi coccolati. Questo riguarda i bar d’albergo, ma poi ci sono tante categorie.

Per l’aperitivo consiglio lo street bar, come ad esempio Freni e Frizioni che, a mio parere, batte tutti quanti: è un bar che secondo me nasconde molto il suo talento, non è vanitoso, non si mette in competizione, riesce a prendere la massa, ma allo stesso tempo cela una grandissima preparazione e una ricerca smisurata, insieme alla grande professionalità dei ragazzi che miscelano.

Poi come non nominare i ragazzi dei Jerry Thomas? Possiamo dire che sono stati i promotori di questa cocktail Renaissance qui in Italia, che ci ha unito tutti, mettendo i barman sotto una stessa stella e creando un luogo di ritrovo dove potersi farse un drink, là dove è nato questo nuovo movimento. Dal Jerry possiamo saltare a piè pari al loro altro bar La Punta, un bar tema dove si mangia benissimo, un luogo adatto per trascorrere una serata esotica. Ovviamente ci sono tantissimi altri colleghi che vorrei citare, ma più o meno sono riuscito a mettere tutti i punti. Un altro speakeasy da citare è ARGOT con Gianluca Melfa, poi il Club Derrière con i grandi Davide Diaferia e Giampaolo Dipierro, un’alternativa valida al Jerry.

Progetti futuri?

Diciamo che continuerò a lavorare per Jameson, quest’importante azienda di Whiskey irlandese. Sono sempre stato fortunato a poter lavorare con aziende come la Hendrick’s Gin, la Schweppes, ecc.

Al momento sono arrivato al terzo anno con il progetto Propaganda, un progetto bellissimo che, però, credo concluderò a breve per aprire poi un mio locale. Non so bene quando, ma sicuramente nel 2018, anno in cui celebrerò anche 20 anni di carriera e desidero proprio coronarli così. Spendo volentieri due parole per il Propaganda: per me è stata la stazione Termini per quanto riguarda quei progetti in cui sono sempre stato chiamato e coinvolto per supportare la loro realizzazione. Ho fatto i salti di gioia quando Maurizio Bistocchi mi ha proposto di entrare nel team. E’ stata, ed è ancora, un’esperienza stupenda. Il futuro è ancora in una situazione embrionale, però diciamo che la direzione è quella appena anticipata. Il Propaganda rimarrà l’ultimo locale con cui concludo questa parte della mia carriera per poi iniziarne un’altra con un concept che sarà tutto mio e che ho maturato in tutti questi anni. Anche se ho sempre avuto carta bianca e libertà di espressione nel mio lavoro, questa sarà la mia prima vera creatura. Diciamo che questo è quello che bolle in pentola: una prossima apertura nel 2018.


Il vero made in Sicily sbarca in USA grazie a Gustoso

Sono 12 le aziende siciliane unite per il progetto rete d’impresa “GUSTOSO”, di cui I Love Italian Food è media partner per promuovere gli autentici prodotti enogastronomici made in Italy e, in questo caso, made in Sicily. L’obiettivo comune è quello di conquistare il pubblico americano, portando i prodotti della gastronomia siciliana sugli scaffali della Grande Distribuzione USA. Tipicità, autenticità, legame con il territorio, presidi Dop e Igt, storia e tradizione sono i valori che ognuna di queste medie imprese del food trasmettono attraverso il proprio operato, potendo così ottenere prodotti di elevato livello qualitativo.

Le aziende che attualmente hanno aderito al progetto “Gustoso” venderanno sotto l’unico marchio, Gustoso per l’appunto, per facilitare la conoscenza e l’acquisto del prodotto siciliano sul mercato statunitense, un’azione coordinata supportata da piani di marketing e comunicazione funzionali e strategici a supportare l’ingresso dei prodotti “Gustoso” nel mercato americano.

“Con Gustoso – spiega Daniele Cipollina, Fondatore della rete – le aziende coinvolte condividono la stessa idea di approccio al mercato, potendo beneficiare di economie di scala. La rete diventa quindi un valido strumento per aggregarsi e vedere migliorata la propria competitività, oltre a poter godere di soluzioni e agevolazioni per presidiare il mercato estero: dalla consulenza specifica relativa all’export alla contrattualistica commerciale, fino all’assistenza per la partecipazione a gare e tender internazionali”.

Gli obiettivi sono ambiziosi: nel 2018 il mercato di riferimento sarà quello del Nord America, mentre dal 2019 verrà strutturata la commercializzazione di “Gustoso” in UK e verrà analizzato il possibile ingresso nel mercato cinese. Il volume di affari previsto per i primi 24 mesi di attività, come da piano industriale, è di 25 milioni di dollari.

“Gustoso – conclude Cipollina – è focalizzato in prima battuta sulla realtà siciliana, ma ha l’ambizione di avere prospettive molto più ampie: il concetto di territorialità del Made in Italy si può espandere a tutte le regioni italiane per approcciare nel prossimo futuro tutto il mercato regionale italiano nel suo complesso attraverso il sistema della rete d’impresa”.

Il progetto è supportato anche da due affermati chef, con il compito di valorizzare i suoi prodotti delle 12 aziende: Pasquale Caliri, ambasciatore della cucina siciliana nel mondo è lo chef di “Marina del Nettuno Yacting Club” a Messina e propone una cucina di mare che si basa su elementi della tradizione siciliana per proporre tendenze dell’avanguardia culinaria. Peppe Giuffrè, trapanese di origine e palermitano di adozione, cucina, studia e ricerca per presentare e preservare la storia del patrimonio gastronomico e culturale della Sicilia.

Gustoso vede anche la presenza, in qualità di partner, del progetto “Mangia sano, mangia siciliano”, ideato da Codacons Sicilia con la partecipazione di Assoutenti, Confeuropa Consumatori, Consaambiente, Codici Sicilia e Udicon, che ha l’obiettivo di tutelare il patrimonio agroalimentare siciliano, materiale e immateriale.

La forza di Gustoso, oltre che nella rete d’impresa, è rappresentata anche dai numerosi partner che lo sostengono e di cui fa parte anche I Love Italian Food fa parte.


Il Made in Italy supporta la ricerca contro il cancro a New York

I Love Italian Food è orgogliosa di supportare l’Associazione Italiana Chef New York nella lotta contro il cancro al seno.

Domenica 15 ottobre, saremo partner di AICNY che vi invita nella Little Italy della Grande Mela per “AICNY Goes Pink”, l’evento a sostegno del mese dedicato alla ricerca contro il cancro al seno. All’interno del cortile della splendida Most Precious Blood Church, sarà possibile sperimentare la cucina di più di una dozzina di chef 100% italiani che organizzeranno performance e degustazioni.

Tra gli chef: Raffaele Solinas (Maiella), Michele Mazza (Il Mulino), Massimo Sola (Sola Pasta Bar), Fortunato Nicotra (Felidia), Massimo Bebber (Cipriani) e tanti altri guest chef, ognuno con la propria postazione, pronti a cucinare pizza napoletana, antipasti all'italiana e pasta fresca nelle forme di Parmigiano Reggiano. Si potranno degustare fichi e Prosciutto di Parma o Parmigiano Reggiano con Aceto Balsamico, il tutto accompagnato da cocktail 100% Italian. Assaggiarli tutti è un modo per sostenere la ricerca e gli sforzi verso la cura al cancro.

Il ricavato delle vendite sarà devoluto al Breast Cancer Research Foundation, organizzazione no profit tra le più impegnate negli Stati Uniti nella ricerca per la lotta al cancro, e alla Basilica di St. Patrick Old Cathedral, che ospiterà la manifestazione.

Ringraziamo i nostri partner che hanno sostenuto il progetto: Rigoni di Asiago, Pomì, Saclà, Due Vittorie e Dalter.

Per maggiori info e biglietti: AICNY Goes Pink


Taste of Italy: l’autentica cucina italiana a Los Angeles

Sabato 14 ottobre 2017, the Italian American Museum of Los Angeles (IAMLA) animerà la downtown della metropoli californiana con la nona edizione del Taste of Italy, l’evento annuale dedicato al vero cibo italiano. Con la partecipazione di professionisti ed esperti del settore, ed ospiti speciali, Taste of Italy si identifica come vetrina per scoprire i migliori ristoranti italiani della regione, alcune tra le migliori cantine vinicole italiane, e si presenta come un’occasione per celebrare la cucina italiana autentica tra show cooking, beer garden e performance live di LA Opera, Nick D’Egidio e the Dry Martini Orchestra. Durante il Taste of Italy, a supporto della mostra temporanea presso la IAMLA “The Sicilian Cart: History in Movement”, si potranno degustare molte specialità della regione siciliana, dalle arancine ai cannoli.

L’intero ricavato dell’evento andrà a sostegno dello stesso Italian American Museum of Los Angeles che non rappresenta solo uno dei più antichi edifici rimasti della vecchia Little Italy (1908), ma anche il luogo dove viene conservata ed esposta la storia italiana sul suolo americano.

Per l’occasione, diamo la possibilità a tutti i nostri lettori e appassionati del cibo made in Italy di usufruire di un codice sconto per l’acquisto dei biglietti online:
  • ILOVE5 – $5 OFF General Admission
  • ILOVE20 – $20 OFF Premiere Admission
Biglietto intero:
  • $60 General Admission (6 degustazioni cibo + 6 degustazioni vino)
  • $125 Premiere (10 degustazioni cibo + 10 degustazioni vino, VIP bag, ed entrata su red carpet)

Per maggiori info e biglietti: www.italianhall.org/TOI